Vogliamo una giornata d'amore

17/05/2010 - Redazione arcigay
E' stata ricordata questa mattina 17 maggio 2010 al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la VI 'Giornata internazionale contro l'omofobia' istituita dal Parlamento Europeo, con la partecipazione di una delegazione rappresentativa delle associazioni della comunità lgbt italiana:
Arcigay, ArciLesbica, Circolo Mario Mieli, Dì Gay Project, Mit, Agedo, Famiglie Arcobaleno, I-ken, Rete Lenford, Gaylib.Nella storia è la seconda volta che un Presidente della Repubblica riceve rappresentanti dell'Associazionismo omosessuale: accadde nel nel 1990 con Arcigay che fu ricevuta da Francesco Cossiga.
Nel corso dell'incontro sono intervenuti la parlamentare del PD Paola Concia, relatrice della proposta di legge per il contrasto di omofobia e transfobia, e la presidente di AGEDO, Associazione genitori di omosessuali, Rita De Santis.
Dopo l'intervento del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, il presidente Napolitano ha rivolto un indirizzo di saluto. Erano presenti anche il presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli e la presidente della commissione Giustizia della Camera dei deputati Giulia Bongiorno.
IL COMUNICATO
Oggi, 17 maggio 2010, VI giornata internazionale della lotta all'omofobia e alla transfobia, si è celebrato a Roma un evento storico. Il Presidente della Repubblica Italiana ha ricevuto al Quirinale un'ampia rappresentanza di associazioni omosessuali e transessuali, su iniziativa dell'Onorevole Paola Concia.
L'incontro è stato importante non solo per il valore simbolico in sè ma soprattutto per i temi affrontati. Significativa per noi è stata la sottolineatura fatta dal Presidente Napolitano su omofobia e transfobia e i diritti delle persone LGBTQI come non solo un problema delle singole persone o prerogativa delle associazioni omosessuali e transessuali, ma come una questione che investe tutta la società e di cui tutti si devono sentire responsabili.
Il Presidente ha inoltre evidenziato che gli aspetti su cui intervenire sono due: uno culturale e sociale, l’altro normativo e che su entrambi le Istituzioni devono fare la loro parte. Tale manifesta consapevolezza e il richiamo alle Istituzioni sono i punti nodali di maggiore soddisfazione per noi. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha sollecitato il Parlamento a legiferare per il riconoscimento delle coppie omosessuali, le parole precise ed equilibrate di Napolitano sono cardini ormai imprescindibili.
Gli interventi dei maggiori custodi della Carta Costituzionale rappresentano la cornice più autorevole in cui il Parlamento tutto dovrà muoversi per legiferare senza più indugi. Ringraziamo il Presidente Napolitano per aver, anche questa volta, rappresentato i valori di inclusione e di affermazione dei diritti.
Francesca Polo - ArciLesbica
Giuseppina La Delfa – Famiglie Arcobaleno
Marcella Di Folco – M.I.T Movimento di Identità Transessuale
Paolo Patané - Arcigay
Rita De Santis - Agedo
Rossana Praitano - Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
***
Ecco il testo dell'intervento delle Associazioni lgbt, letto da Rita De Santis
Signor Presidente è con sincera commozione che oggi, davanti alla sua illustre persona, mi accingo a leggere il mio intervento, in rappresentanza delle associazioni LGBT che con molta sensibilità e con grande spirito democratico lei ha deciso di ricevere in una giornata così piena di significati per tutti noi.
Mi chiamo Rita De Santis e sono la presidente Nazionale di AGedo associazione che riunisce genitori, parenti e amici di omosessuali e transessuali, ed assicura la sua presenza su tutto il territorio nazionale.
Mi è stato dato l'onere e l’onore di rappresentare tutte le associazioni da Lei invitate all’incontro in quanto in queste associazioni sono compresi anche i nostri figli appartenenti alla comunità LGBT. E con le quali lavoriamo in rete per costruire un futuro scevro da discriminazioni.Le porto in questa testimonianza il saluto di noi genitori parenti e amici di persone omosessuali, bisessuali e transessuali, sia di quelli che il coraggio rende visibili, sia di quelli che purtroppo per varie circostanze visibili non sono.
Mi creda non è facile vivere da invisibili, da clandestini, fantasmi ai quali viene negato innanzitutto il primo fondamentale diritto dato agli uomini che è quello dell’affettività.Purtroppo i moltissimi episodi di omo-transfobia che ormai quasi quotidianamente si perpetuano nel nostro paese, ci addolorano e ci fanno riflettere sul fatto che molto spesso l’ignoranza, il pregiudizio trionfano sul quel presupposto fondamentale della democrazia che è la ricchezza della differenza, eletta a cardine di una società laica ma attenta anche ai valori di chi crede.
Certo, oggi noi, davanti a Lei ci sentiamo fortunati di avere un così alto interlocutore e questa sua sensibilità ci fa percepire lontano storicamente e definitivamente tramontati i roghi medioevali e la oscura stagione dei triangoli rosa.
Ma noi tutti vorremmo che in questa società, per molti versi così avanzata, non ci fossero più i 78 paesi dove essere gay vuol dire galera e i 7 dove per l’omosessualità c’è ancora la pena di morte e non vorremmo che questi fratelli dei nostri figli spesso costretti ad emigrare per sfuggire a condizioni estreme di violenza si vengano poi a trovare in un paese come il nostro, dove nonostante tutte le importanti libertà conquistate alberga ancora tanto razzismo e tanta omofobia,dovendo così subire discriminazioni multiple.
Essere qui oggi non ci differenzia molto da tutti i genitori del pianeta, essere qui è una testimonianza di quell’amore che noi dobbiamo e che sentiamo per i nostri figli e che nella mente di ognuno di noi si tramuta nella speranza di un loro sacrosanto benessere.
Questo purtroppo però non è possibile poiché l’Italia è rimasta l’unico paese della comunità europea dove ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B.Di fronte a doveri tutti uguali, per i diritti palesemente diseguali.
Ciò comporta, a nostro sommesso avviso che proprio i cittadini non tutelati da univoci diritti diventano facilmente bersaglio di scherno e di umiliazione quando poi non si arriva nei casi estremi alla violenza e alla morte.
Noi siamo qui oggi in nome di quell’amore che anche il sommo poeta Dante descrive e percepisce come il motore del mondo, di quell’amore che vorremmo fosse riconosciuto ai nostri figli nella formazione delle loro famiglie e nell’esercizio di quella genitorialità che non va confusa con la mera possibilità di generare.
Siamo qui per chiedere che i nostri figli e figlie trans non vengano confuse con fabbriche di vizio, o peggio di perversioni e devianze. Vorremo togliere loro quell’imbarazzo nel trovarsi chiuse in un maschile e femminile che spesso non li rappresenta nel più profondo del loro essere.
Vorremmo oggi diffondere nel nostro paese e in tutto il mondo l’orgoglio che dal profondo del cuore sentiamo per tutti questi nostri figli perché è attraverso loro che abbiamo compreso la mirevole complessità della natura e del creato.
Noi genitori di questa immensa popolazione (si stima che il 10 per cento della popolazione sia LGBT) rinnovandole i saluti e ringraziamenti speriamo che questo storico incontro sia l’inizio di una stagione migliore, speriamo di non dover più registrare che la visibilità diventi violenza, che le feste, matrimoni, battesimi non siano riservati solo per i figli di serie A, speriamo che in un domani illuminato dall’arcobaleno del buon senso e dell’uguaglianza nessuno debba venire più giudicato per il proprio orientamento sessuale o per l’identità di genere, speriamo anche di diventare nonni dei nostri figli e figlie omosessuali, nonni di bambini voluti come frutto di un grande amore che diventerà poi la garanzia per la loro crescita.
Solo se riusciremo attraverso le istituzioni, la cultura, la società, la scuola a far comprendere il grande miracolo dell’amore che non si coniuga in un’unica declinazione potremmo trasformare in un futuro non lontanissimo la giornata mondiale contro l’omofobia in una normale tranquilla ma sfavillante giornata d’amore.

Medico, cura te stesso!

( Arcigay Brescia)
L’organizzazione a Brescia di una due giorni dedicata alle terapie riparative dell’omosessualità segna l’avvio, nel nostro paese, di una battaglia di lungo percorso, un tentativo grottesco di restaurazione culturale che ha come obiettivo un anacronistico ritorno alla medicalizzazione dell’omosessualità, da tempo superata dalla comunità scientifica internazionale.
“La presenza a Brescia di Joseph Nicolosi, studioso riparatore, più volte censurato dal mondo accademico in ogni parte del mondo – afferma Luca Trentini, Segretario nazionale di Arcigay - è una pagina triste per la cultura della nostra città.
Apprendiamo con soddisfazione l’ennesima condanna delle sue teorie da parte dell’Ordine degli psicologi della lombardia, a cui ci eravamo appellati nei giorni scorsi. Segno dell’evidente irrazionalità delle sue tesi. Confidiamo in una ferma reazione della società civile che possa definitivamente rompere il muro di pregiudizio che ancora protegge e giustifica il diffondersi di idee che pensavamo di aver consegnato all’oblio della storia. Reagiremo con forza e con orgoglio a questo attacco alla nostra integrità, all’onorabilità dei nostri genitori e alla nostra dignità personale”.
“Notiamo con rammarico la presenza fra le associazioni promotrici di questo seminario di numerose realtà cattoliche - dichiara Gianluca Archetti, Presidente di Orlando Arcigay di Brescia - ma ancor più ci preoccupa sapere chi stia dietro all’organizzazione di questo convegno, chi finanzi e sostenga la diffusione di teorie e terapie antiscientifiche e pericolose, capaci di provocare danni incalcolabili alle persone che vi si dovessero affidare. Chiediamo al Vescovo di Brescia di prendere posizione, di pronunciarsi chiaramente contro questo seminario che ha come unico obiettivo la diffusione di una percezione negativa delle persone omosessuali e la diffusione di teorie omofobiche e discriminatorie”.
Per affermare nuovamente le ragioni della scienza Arcigay Orlando ha promosso Venerdì 21 maggio alle ore 20.30 presso la Sala Brixia dell’Hotel Ambasciatori in Via Crocifissa di Rosa 92 a Brescia una Conferenza pubblica dal titolo Orientamento sessuale e libertà - Psicologia e omosessualità: un approccio costruttivo.
Interverranno: Dott.ssa Rossana Carbone, Psicologa e Psicoterapeuta, Esperta in Psicologia giuridica e mediazione - Milano; Dott.ssa Paola Biondi, Psicologa e Psicoterapeuta - membro dell’American Psychological Association (APA) e della Divisione 44 che si occupa di LGBT Issues; Dott.ssa Chiara Cavina, Psicoterapeuta, consulente ASL e Psicologa dell’età evolutiva - Università di Bergamo; Prof. Ermanno Marogna - Counselor; Paolo Patanè - Presidente nazionale ARCIGAY e Rita de Santis - Presidente nazionale AGEDO- Associazione genitori e amici delle persone omosessuali.
A chi ci dipinge come persone tristi, malate, deviate, perverse e instabili rispondiamo con un pomeriggio di “ordinaria visibilità”, Sabato 22 maggio a partire dalle ore 15 presso il parco Castelli, dietro lo stadio. Porteremo a Brescia i nostri volti, le nostre famiglie, la nostra normale diversità per mostrare alla luce del sole la realtà e la dignità delle nostre vite. Un pomeriggio aperto a tutti coloro che vogliono condividere con noi un’idea diversa di società.
Sarà la migliore risposta della comunità omosessuale all’ignoranza, allo stereotipo, alle paure infondate e al pregiudizio omofobico, vere malattie sociali per le quali ancora non si è trovata una terapia definiva.
Luca Trentini - Segretario nazionale ArcigayGianluca Archetti - Presidente di Orlando – Comitato provinciale Arcigay di Brescia

Baci gay censurati a Udine

18/05/2010 - Ufficio stampa Arcigay
Nella notte, a Udine, ignoti hanno coperto e danneggiato i manifesti diffusi da Arcigay, con il patrocinio del Comune, per la campagna contro l’omofobia “Civiltà, prodotto tipico friulano”.
I manifesti, che ritraggono due famiglie omosessuali che si scambiano un bacio sulle labbra tra vino e prodotti tipici friulani, erano stati condannati, nei giorni scorsi, dal consigliere comunale PDL Paolo Ciani, perché costituirebbero “violenza nei confronti dei bambini, giacché quanto meno lanciano messaggi diseducativi, ovvero modelli comportamentali che posso condizionare i più piccoli”. Ernesto Pezzetta esponente regionale de La Destra, era andato ben oltre dichiarando: “l’intenzione di coprire i manifesti andando incontro alle prevedibili conseguenze della legge”.
“Siamo choccati”, spiega il presidente nazionale Arcigay Paolo Patanè, “mentre il Presidente della Repubblica, il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e il presidente del Senato Schifani condannavano con durezza l’omofobia e la discriminazione ai danni degli omosessuali in Friuli PDL e La Destra davano il via libera allo squadrismo pronto a censurare i nostri affetti e con il rischio di alimentare una spirale di inutile odio contro la comunità gay e lesbica locale.
Tirare poi in ballo i bambini come ha fatto Ciani è un atto vile perché la bellezza dell’affetto, qualunque sia la sua forma non può che essere educativa. Diseducativi per i bambini, al contrario, sono la violenza, l’omofobia, la discriminazione e il sopruso”.
“Chiediamo immediatamente”, aggiunge il presidente di Arcigay Udine Daniele Brosolo, “un intervento del Ministero delle Pari opportunità e degli esponenti politici locali di centro-destra a stigmatizzazione del deplorevole gesto. Pretendiamo poi, le scuse ufficiali di PDL e de La Destra che hanno ispirato il gesto vile di questa notte.
Procederemo con la riaffisione dei manifesti e con una denuncia alle forze dell’ordine contro ignoti. Ringraziamo, sin da ora, il sindaco di Udine Furio Honsell per l’appoggio e l’entusiasmo con cui ha sostenuto la nostra campagna contro l’omofobia e per l’impegno nella riaffissione dei manifesti”.

Inviti delle donne di " IL RIPARO" andiamo anche noi ?

Venerdì 28 Maggio 2010 ore 21
Il RIPARO vi invita alla serata in cui sarà trattato il seguente tema:
“Come prevenire ed eventualmente affrontare una aggressione
attraverso l'applicazione delle tecniche di autodifesa"
La trattazione sarà curata da due esperte del settore.

Vi aspettiamo numerose presso la sede di
Tralaltro - Arcigay - Corso Garibaldi, 41 - Padova!

Domenica 30 maggio 2010

Biciclettiamo insieme!!!

- Ore 10.00 ritrovo davanti al club "Pixelle" zona Stanga: qui lasciamo le macchine per chi arriva in auto e partenza in bicicletta per "Battaglia Terme";
- L'itinerario si svolge per tutto il percorso su argine e il tempo previsto di arrivo è per le 12.30 - 13.00
- La sosta con pranzo al sacco si farà in un parco attrezzato con chiosco aperto, tavolini, servizi igienici con la possibilità di prendere il sole, giocare a carte, tirare due calci a pallone.
- Il pomeriggio sarà deciso assieme a tutte: se proseguire l'itinerario con la visita della villa di Valsanzibio (a 3.5 km dal parco) o ritornare verso casa!
- Il rientro alle macchine è previsto comunque per le 17.30 - 18.00
Per la biciclettata, attendiamo le Vostre adesioni via sms o a questo indirizzo
E-Mail entro Sabato 29 Maggio.

Saluti calorosi,
IL RIPARO - Gruppo donne di Tralaltro-Arcigay - Corso Garibaldi,41 Padova
CELL: 340/8513949 - http://www.riparo.it/
FACEBOOK : http://it-it.facebook.com/people/Il-Riparo-Donne/1520735412

Napoli Pride, orgoglio alla luce del sole

13/05/2010 - Ufficio stampa Arcigay
Sabato 26 giugno 2010 la comunità lgbtqi (lesbica, gay, bisessuale, trans, queer, intersessuale) e la società civile scenderanno in piazza da tutta Italia a Napoli per il Pride 2010, la manifestazione nazionale dell'orgoglio gay.
Lo rende noto il Comitato promotore della manifestazione (che riunisce le associazioni Arcigay Napoli, ArciLesbica Napoli, I-Ken, ATN e Famiglie Arcobaleno) presentando il logo e illustrando lo slogan.
Il logo, una sirena avvolta da una bandiera gay che rimandano graficamente al Vesuvio, vuole simboleggiare l'abbraccio stretto tra la mitologica Sirena di Partenope e la comunità gay. E' l’abbraccio tra le tradizioni partenopee e la dignità, le richieste di parità e le spinte di rinnovamento civile e sociale della comunità gay italiana che vedrà Napoli protagonista da qui al 26 giugno prossimo.
“Lo slogan scelto per la manifestazione è "alla luce del sole", - spiega Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay e del Comitato Pride Napoli, “e vuole simboleggiare un percorso identitario ancora difficile per omosessuali e lesbiche che vivono in tutto il sud del Paese dove il silenzio, l’invisibilità, la discriminazione e la sofferenza di gay, lesbiche e trans sono ancora orribile norma. Ed è la luce del sole l’unico ‘luogo’ nel quale gli omosessuali possono dignitosamente e serenamente vivere la loro condizione di naturale diversità”.
“Il sud, e le sue mille difficoltà” – continua Patanè – “sono il banco di prova del rinnovamento di cui questo paese ha urgente bisogno e la militanza ricomincia proprio da una piazza difficile ma affascinante come Napoli convinta che la città e il paese risponderanno al nostro appello”.
Lo slogan riprende e richiama anche lo “jesce sole” che animò Napoli il 29 giugno 1996 per la prima manifestazione partenopea dell’orgoglio gay, quattordici anni fa. Il Pride nazionale 2010, con la sua ricca piattaforma di eventi ed le rivendicazioni politiche tese alla piena parità nella cittadinanza tra omosessuali ed eterosessuali, sarà la continuazione ideale di un percorso di affermazione di dignità che la militanza gay, la comunità gay e la società civile hanno intrapreso da oltre trentanni.
La manifestazione ha già ottenuto il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli.

Iniziative Locali
Ecco il Rapporto Omofobia Campania 2010Napoli
Chroma di Derek JarmanPadova
Derive omofobiche e transfobicheLivorno
Maria Luisa Mazzarella portavoce del Napoli Pride 2010Napoli
Grave aggressione omofoba anche a BolzanoBolzano/Bozen
Una settimana contro l'omofobia a RovigoRovigo

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