NOI CI SAREMO! - SABATO 21 SETTEMBRE

Noi ci saremo!
Il presidio sabato 21 settembre 2013 è convocato dalle 8.30 del mattino alle 18.00 del pomeriggio in 
VIA ROMA, ANGOLO, VIA DIETRO LISTONE A VERONA (è la prima piazzetta che si trova in via Roma lato p.zza Bra)
Via Roma è adiacente alla piazza. Le persone che vengono da fuori possono essere li con noi dalle ore 8.30 oppure arrivare per le 14.00 (abbiamo anticipato di un'ora per cui non più alle 15.00 ma alle 14.00) 


Per chi viene in auto uscita consigliata VR SUD - per chi viene in treno scenda a Porta Nuova e poi a piedi percorre Corso Porta Nuova (15 min)
o prende un autobus per Piazza Bra, Via Roma è adiacente alla Piazza, vi aspettiamo.

Attenzione il presidio si è spostato di poche decine di metri da dove precedentemente era stato convocato da Piazza Bra si va in via Roma.

L’appello diffuso nei giorni scorsi dai gruppi promotori delle iniziative di protesta contro il convegno di stampo catto-integralista del 21 settembre p.v. ha raccolto centinaia di adesioni. Associazioni, gruppi, collettivi, partiti, singoli/e di tutta Italia, qualcuno anche dall’estero, hanno espresso la loro preoccupazione per l’evento patrocinato da Comune e Provincia, considerandolo portatore e propagatore delle più retrive posizioni (pseudo)scientifiche sul “gender”, in un tentativo nemmeno molto velato di far passare i “diversi”, omosessuali, bisessuali, transessuali, come malati “contro natura”. Non ci sembra superfluo ricordare che, durante i tragici anni dell’ascesa del nazismo, furono proprio gli scienziati collaborazionisti, medici, ricercatori, giuristi e professori universitari, a giustificare le teorie e gli atti della politica razziale del Terzo Reich, fornendo il sostegno teorico per mandare a morte milioni di innocenti, ebrei, zingari, persone di “sanguemisto”, omo e transessuali non “procreativi”, disabili.

La pesantezza e la gravità di questo attacco non solo contro la comunità glbt e i diritti umani e civili delle persone ma contro la comunità scientifica e la cultura in generale ha comunque avuto una ricaduta positiva, la ri-creazione di una serie di legami, relazioni, reti che stanno rispondendo e risponderanno con iniziative, azioni, progetti.
Non solo il presidio previsto in piazza Bra per sabato 21 dalle 8.30 del mattino, con distribuzione di materiale di controinformazione e una serie di giochi satirici a premi ma la richiesta di una presenza critica al convegno (con un invito espressamente inoltrato all’Ordine dei medici, psichiatri, psicanalisti e psicologi e alle associazioni correlate), l’avvio di un esposto penale contro le dichiarazioni omofobe di Patrizia Stella ed eventualmente di quant’altri faranno altre esternazioni in quel senso, la programmazione, per il 16 novembre prossimo, di un convegno sul “gender”, per il quale stamane è stata presentata regolare domanda all’Ufficio Protocollo del Comune chiedendo gli spazi della Gran Guardia, non, ovviamente, il patrocinio di Comune e Provincia. Comune, Provincia (e Curia) che hanno fornito alle associazioni catto-integraliste il loro incondizionato appoggio, concedendo patrocinio e spazi gratuiti, oltre ai convenzionali saluti di apertura.
Dal canto suo il sindaco Tosi, in una recente intervista radiofonica, ha affermato che ognuno ha diritto di dire la propria opinione, ricordando che il Comune ha patrocinato un evento teatrale delle associazioni omosessuali (peraltro, ricordiamolo, fortemente voluto da due consiglieri poi esclusi dalla maggioranza, Bertacco e Traverso). Il primo cittadino ha spiegato anche come pensare che i gay siano malati sia un’opinione legittima, in fondo - dice lui - l’omosessualità fino a pochi anni fa era una malattia anche per l’Oms. Peccato che ora non solo non sia più annoverata tra le malattie ma che prestigiose istituzioni europee innanzitutto, e poi i governi nazionali e finanche la Regione Veneto con la mozione n. 4 votata nel 2010 anche da Pdl e Lega, abbiano sanzionato ogni atto o comportamento lesivo dei diritti e della dignità delle persone lgbtqi. Ma a Verona, come ormai tutti dovrebbero sapere, ancora vigono le mozioni omofobe votate dal consiglio comunale nel 1995, che fanno barriera contro le velleità egualitarie dell’Europa.

La vera domanda è: a che servirà questo convegno, quali gli obiettivi e i progetti che vi sottendono?

I contenuti del convegno, i curricula vitae dei relatori invitati a partecipare, il sostegno delle istituzioni politiche e religiose, infine il Tosi-pensiero svelano quali potrebbero essere gli obiettivi di cotanto evento, difficili da identificare altrimenti.

Da una parte la “difesa” della famiglia naturale contro la società (e la politica) “malata” che vuole riconoscere diritti anche alle famiglie “non naturali” e addirittura progetta di varare un’estensione della legge Mancino o un’apposita legge che punisce i crimini d’odio sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, dall’altra l’abolizione di fatto della legge Mancino, tuttora vigente, in nome del “diritto di dire la propria opinione”. Una tesi sostenuta spesso da fascisti e razzisti di vario tenore, non a caso quelli “impresentabili”, Forza Nuova e Christus Rex, con concessione di sala dell’Ater, faranno quello stesso pomeriggio un’analoga conferenza pro famiglia naturale eccetera, senza i crismi della “scientificità” ma con personaggi di nota fede nazi-integralista-negazionista.
Del resto lo stesso Tosi, con la sorella Barbara, l’assessore Corsi e altri tre leghisti sono stati condannati proprio in base ai dettami della Mancino per una campagna contro gli “zingari” e così anche Andrea Miglioranzi, ex capogruppo della Lista Tosi e attuale presidente dell’Amia.
Risulta evidente ai più, dopo la scolarizzazione di massa e lo studio della cosiddetta “educazione civica”, come le affermazioni sulla “libertà di opinione” siano fintamente democratiche, non solo e non tanto per i personaggi che le esplicitano, spesso star mediatiche come il sindaco scaligero, ma per ciò che esse sottendono, cioè che non vi sia nessuna differenza tra coloro che si battono per difendere ed estendere i diritti umani e civili e quelli che si adoperano per restringerli, toglierli, negarli. Questione di “opinioni”.
Bene ha detto il parlamentare di Sel Alessandro Zan, che ha invitato il Comune a ritirare il patrocinio ad un’iniziativa che incita alla discriminazione e all’omofobia, chiedendosi se bisogna aspettarsi in futuro un convegno sull’olocausto e uno dei negazionisti. Giusto così, per parità di “opinioni”.
Qualcuno si ricorderà, forse, della fotografia dell’odierno sindaco, con maglietta omofoba alla “messa riparatrice” degli integralisti cattolici per una manifestazione lgbtiq, e delle sue affermazioni da assessore alla Sanità sui “gay malati”. “Opinioni” del passato?

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