Lazzaretto: Stampa e Comunicati

:: Comunicato di risposta di Arcigay verona
su caso Lazzaretto.

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:: Articolo Arena del 16 Luglio 2008
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L'Arena 19 Settembre 2008
DEGRADO. Ricognizione dei componenti delle commissioni Sicurezza e Patrimonio nell’area abbandonata Prostitute e «nudisti» Il Lazzaretto è zona hard

Ma è pronto il progetto di riqualificazione che sarà presentato in Comune L’intera area verrà destinata a luogo di relax, tempo libero e culturaGiorgia Cozzolino «Scampagnata» tra le rovine del Lazzaretto per i membri delle commissioni Sicurezza e Patrimonio. «Abbiamo voluto verificare lo stato di degrado del luogo descritto dalla circoscrizione», spiega il presidente della commissione Sicurezza, Stefano Ederle, «per accertarci della gravità del problema e trovare soluzioni». E prosegue: «Ci è stato riferito che i residenti lamentano il continuo andirivieni di persone, anche svestite, e incontri sessuali in pubblico. Inoltre il luogo è segnalato su un sito internet veronese come punto di incontro gay». Ma di persone al Lazzaretto, oltre ai consiglieri, nel primo pomeriggio di ieri nemmeno l’ombra: nessuno che prendesse il sole nudo (come già avevamo testimoniato in un nostro servizio questa estate) né fenomeni ci prostituzione come invece raccontano i residenti che denunciano scene poco edificanti persino sulla strada chiusa che porta al Lazzaretto. A fine settembre, la commissione congiunta Sicurezza-Patrimonio si riunirà di nuovo per ospitare l’architetto Fiorenzo Meneghelli che illustrerà il progetto di riqualificazione del Lazzaretto, (già presentato alla passata giunta Zanotto), con il quale ha vinto il premio Piccinato. E lo stesso Meneghelli era presente ieri per narrare i trascorsi storici del luogo e accennare solo vagamente alla sua idea di integrazione tra area pubblica (circa 50mila metri quadrati del Comune) e area privata (100mila metri quadrati di proprietà della società Fair Play). «L’idea è di riqualificare e bonificare la zona trasformandola con le strutture necessarie a luogo di relax, tempo libero e cultura», spiega il progettista. E dalla minoranza, i consiglieri Edoardo Tisato (Verona Civica) e Roberto Fasoli (Pd) hanno sollevato la preoccupazione di «un equilibrio tra il profitto imprenditoriale e l’interesse della collettività». Timore che il presidente della commissione Patrimonio Alberto Zelger ha voluto minimizzare spiegando: «L’amministrazione troverà il modo per non spendere nulla e riqualificare l’area come per le ex cartiere». Intanto però c’è chi come il presidente della settima circoscrizione, Daniele Perbellini, aspetta di vederci chiaro:«Quando il progetto passò in circoscrizione nel 2006 ci riservammo di esprimerci perché non ci era stato fornito alcun dettaglio sulle opere». C’è chi ritiene che l’amministrazione comunale voglia coinvolgere la Fondazione Cariverona nella bonifica dell’area in modo da rendere il Comune meno ricattabile dal privato nell’eventuale trattativa. Che molti si augurano non duri altri vent’anni.

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